|
Giusto sembrava riflettere molto e non rispondeva.
--Non sei già offeso? non è vero?
Giusto disse di no risolutamente con un cenno del capo; e lo zio macellaio gongolando per quella energia del diniego insistè fino a ottenere una risposta più aperta.
--Dimmi che all'occasione conterai sopra di me... dimmelo... dimmelo.
E Giusto finì coll'acconsentire.
--Ci conto. Ma ora non ho bisogno di nulla e me ne vado dal notaio.
Giusto se n'andò difilato in casa Cipolla.
Il notaio era assente; avendo continue sedute con un suo collega per mettere insieme un magnifico contratto di compra-vendita fra due contraenti disposti a corbellarsi a vicenda, poco tempo gli rimaneva in quei giorni di stare in ozio a contare i fatti suoi alla legittima consorte.
La notaia sapeva questo solo, che uno dei farabutti voleva rivendere un grosso fondo ancora non pagato, e che l'altro farabutto voleva comprare senza pagare nemmanco lui; la difficoltà da parte dei notai doveva consistere tutta nell'impedire a uno di costoro di mettersi sotto l'altro.
--In ogni sorta di contratti uno solo paga; Cipolla vuole che sia l'altro, e non ha torto; si fa presto a perdere la reputazione.
Giusto, indifferente alla sorte di quella compra-vendita, guardava qua e là, mentre la notaia aveva aperto tutte le cateratte; egli sperava che da un uscio dei tre che mettevano in salotto apparisse l'innamorata di Gerolamo.
A un certo punto, per scampare a un diluvio di parole, interruppe:
--Ero venuto perchè mi premeva di parlare della signorina...
La notaia a queste parole tacque a un tratto, e per diventar la vera mammina della ragazza da marito, cambiò natura; si fece attenta, lusingò col sorriso, adulò senza dir parola.
Finse di credere che Giusto fosse venuto per conto d'un altro, e quando le fu permesso dalla dignità di suocera in erba, parlò così al suo genero presunto.
Parlò blandamente, fissando gli occhi nella parete dirimpetto. Parlò così:
--Lei non può credere che consolazione e che pena mi dà quando mi dice d'una brava persona di Milano, la quale ha visto mia figlia alla finestra e se ne è innamorato. Mi consolo perchè, come madre, spero sempre di trovare un uomo generoso tanto da.... mi affliggo perchè finora non l'ho mai trovato, sebbene molti passanti abbiano alzato gli occhi alla finestra e si siano innamorati di Nina.... ma la maggior parte degli uomini non sanno tollerare un... Sa lei se il suo giovinetto sia diverso dagli altri?
Mentre la notaia diceva della pena e della consolazione, trottava per la testa di Giusto l'immagine di Cristina bella che gli pareva d'aver dimenticato da un quarto d'ora, e non era vero; sulle prime non s'avvide delle reticenze, poi le afferrò senza cercarne il significato, poi cercò senza indovinare.
All'ultimo confessò:
--Non capisco niente; la sua ragazza che cos'ha? È malata molto?
--Per grazia di Dio, no; Nina è sana come un pesce... ma...
--Ma che cosa?
--Lei non ha visto mai tutta la mia Nina?
Giusto non l'aveva vista mai nemmanco mezza.
|