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L'usciere gli veniva dietro guardando ogni tanto l'orologio; mangerebbe la minestra riscaldata, ma ad ogni costo voleva penetrare il segreto di quella visita.
Finalmente il reverendo ebbe pietà, e confessò d'essere venuto per la Madonna dei sette dolori.
--Ci ho pensato molto, dopo quello che mi avevi detto, e ho parlato al parroco; egli mi pare ben disposto, e se gli andrò a dire che ho combinato ogni cosa, che concorro anche io nel limite delle mie modeste forze, il mio altare avrà la sua madonna. Ti porto seicento lire per ora; nella settimana ventura il resto; sei contento? tu mi farai una Madonna dei sette dolori, come dicevi... da far piangere i sassi.... sarà il primo suo miracolo e sono sicuro che ne farà degli altri quando sia stata consacrata dall'arcivescovo. Bisogna però abbondare nella tela.... mi hai detto che una spanna di più o di meno a te nulla importa; ai devoti invece, una spanna di più cresce il valore...
--Della Madonna?
--Non dico propriamente questo, ma quasi.
Giusto aveva una irresistibile voglia di sparare in volto ai due cugini una risata omerica, ma si trattenne perchè insieme a quella tentazione allegra gli stavano venendo altre idee d'altro colore; idee insolite, capaci di disgustarlo a poco a poco dei parenti, degli amici e dell'umanità tutta quanta.
Sorrise appena appena alla propria fortuna, intascò le seicento lire facendone ricevuta, e siccome stava firmando senza pagare la tassa nemmeno questa volta, l'usciere intervenne con la sua autorità d'uomo del foro, e offrì al cugino la marca da bollo da dieci centesimi.
--Ti faccio risparmiare la multa di lire 40, disse.
--Grazie, rispose il pittore.
E ora l'usciere poteva andare a colazione; ma mentre guardava l'orologio ancora una volta, una voce domandò il permesso di entrare; e quella voce era così nasale da non si potere dubitare fosse d'altri che del cugino Venanzio.
L'usciere e prete Barnaba si guardarono alla sfuggita; vollero andarsene entrambi, e rimasero. --Avanti, cugino carissimo!
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