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社会:Emergency in piazza per i due afghani[云南外语网]
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作者:佚名 更新时间: 2007-4-1 11:22:00
Emergency in piazza per i due afghani
In 20mila a Roma per chiedere la liberazione dell'interprete di Mastrogiacomo e del mediatore. Prodi: «Stesso impegno»
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Il corteo di Emergency a Roma (Di Vita) | ROMA - In 20 mila, secondo una stima degli organizzatori, si sono presentati alla manifestazione in Piazza Navona a Roma, voluta da Emergency per chiedere la liberazione di Adjmal e Rahamatullah, rispettivamente traduttore del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo, ancora nelle mani dei talebani, e il responsabile per l'organizzazione di Gino Strada delle trattative che hanno portato alla liberazione del reporter, attualmente detenuto dalla polizia afghana. Tra i tanti cittadini presenti c'erano anche esponenti politici come Paolo Cento, Russo Spena e il capogruppo dei Verdi alla Camera Bonelli. Come gesto esemplificativo della richiesta del rilascio sono stati liberati in cielo tantissimi palloncini bianchi, gialli, celesti con la foto dei due afghani.
MESSAGGIO DI MASTROGIACOMO - Mastrogiacomo non c'era al corteo ma ha comunque fatto recapitare un suo messaggio, che è stato letto dalla sorella Chantal: «Il mio cuore - è l'incipit della lettera di Mastrogiacomo - i miei pensieri sono concentrati su Ajmal e su Rahmatullah, sul suo viso dolce, i suoi occhi che mi consolavano mentre piangevo per essere tornato libero. Ero convinto che ci saremmo riabbracciati - prosegue il giornalista parlando del suo interprete - felici di essere stati restituiti ai nostri affetti».
STRADA ALL'ATTACCO - In conclusione della marcia, si è fatto sentire Gino Strada. Un intervento, via telefono, tutto all'attacco. «Non ci fidiamo di ciò che si dicono fra loro governo italiano e afgano. Non ci interessano le beghe politiche, vogliamo solo che a pagare non sia la gente » ha detto il fondatore di Emergency. «Sono 11 giorni che chiediamo una richiesta ufficiale e ci sentiamo rispondere: "Stiamo facendo il possibile". Noi vogliamo sapere se la liberazione rientra nel possibile o è esclusa. È un insulto sapere che a pagare per le beghe tra governi sia un cittadino afgano» ha continuato Strada.
L'INTERPRETE: MI HANNO DIMENTICATO - Un appello al presidente afghano Hamid Karzai lo ha lanciato anche lo stesso Adjimal Nashkbandi, perché lo aiuti, accusandolo al tempo stesso di occuparsi solo degli stranieri. Nashkbandi è nelle mani dei guerriglieri da circa un mese, da quando insieme all'autista Sayed Agha e a Mastrogiacomo è stato rapito nella provincia di Helmand.
PRODI: STESSO IMPEGNO - Intanto da Bologna il premier Prodi ha assicurato che il governo si sta impegnando per la liberazione dei due afghani con la stessa serietà e lo stesso impegno avuto per la liberazione di Mastrogiacomo. «Quello per Mastrogiacomo - ha spiegato il presidente del Consiglio - è stato lavoro serio, da governo a governo, come fanno i governi seri, e voglio dire che un lavoro altrettanto serio, da governo a governo, lo stiamo facendo per il collaboratore di Emergency, che è stato trattenuto e non capiamo con quali accuse, e questo ci turba. Ci auguriamo possa essere presto rilasciato». «Ho chiesto - ha inoltre precisato il presidente del Consiglio - a Karzai con la stessa intensità con cui avevo chiesto per Mastrogiacomo».
31 marzo 2007 |
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